
Chiesa di Santa Maria della Pace (facciata)
La costruzione fu commissionata dal cardinale Alessandro Farnese Iuniore. Presenta una facciata semplice, povera, caratterizzata da un decoro sobrio e intellegibile in linea coi canoni imposti dal Concilio di Trento. Nella porzione superiore vi è un oculo di forma ellittica sormontato da una trabeazione che incornicia un timpano. Entrambi sono composti da muratura in tufo, pietra locale e mattoncini. Nella parte inferiore, la facciata è corsa da lesene in peperino, con nicchie e finestre cieche ai lati dell’ingresso, sormontate da capitelli corinzi molto stilizzati al punto che le foglie richiamano il giglio Farnese. La chiesa manca di stemmi con rimando al nome del committente ma si nota una piccola inscrizione al disopra della porta centrale.
Notizie storico-critiche: La Chiesa di Santa Maria della Pace e la Chiesa di Sant’Andrea corrispondono oggi al medesimo edificio. L’associazione dei due nomi è da attribuirsi probabilmente al trasferimento della parrocchia, fino ad allora ospitata nella chiesa di Santa Maria della Provvidenza nel borgo medievale e delle campane che appartenevano al campanile quattrocentesco della Chiesa di Sant’Andrea. Di quest’ultima rimangono unicamente dei resti della facciata e del campanile, collocati al di sotto del castello di Ronciglione. Nel corso di un restauro, avvenuto intorno al 1600 venne ritrovato un affresco raffigurante la Vergine con il Bambino; questa scoperta agevolò la raccolta di nuovi fondi per la ristrutturazione, grazie anche all'opera del frate agostiniano Angelo Ferretti che interpretò il rinvenimento come una benedizione. L’affresco in seguito fu posto sull’altare maggiore e diede il nome a tutta la chiesa che inizialmente serviva ad ospitare l’Ordine dei frati agostiniani
PACIS MATER VIRGO MARIA