Ascanio Farnese&l
Reverendissimo et illustrissimo signor mio colendissimo.
Inteso per una di Vostra Santità reverendissima l'advertimento datoli, eccellenza sua il cancelliero del signor Ridolfo scrive spesso alla parte qui delle speranze d'esso signore Ridolfo et cetera di Cortona et Valdipierla et cetera. Respondo che haveria piacere mi fusse scritto quale è la parte qui, a ciò ci potessi remediare che io non ce la cognosco particularmente. De lo scrivere et dello andare inanzi et indietro, purché non siano stati banditi, io ho mostrato tenerne poco conto per l'autorità et grandezza di Sua Santità, che non ha timore delle nebbie et tamen sempre ci ha havuto l'occhio dove è bisognato.
ato.
Se li fiorentini vorranno donare al signor Ridolfo (che non li cognosco così liberali) Valdipierla o altro per spaventacchio a questa città, non mancarà modo che la paura sia partita per mezo et con qualche vantaggio. Ma se il viver presente persevera in questa città qualche tempo più, spero adverrà come alli Bentivogli in Bologna et tanto più sicuramente quanto qui ci è aggiunta la briglia di questa Rocca. Ma credo quel che ha dato tale advertimento a Vostra Signoria reverendissima, voglia ragionare et assai et faccia di grandi
mescolanze, così le dico ancora circa la fabbrica della Rocca. Sonci di gran buboloni, che, non facendo niente, né sapendo, né intendendo quel che parlano, vorriano dare ad intendere, come diceva fra Baccio. Venga pur Sua Santità a posta sua che spero trovarà la Rocca dentro et fora, con questo poco assegnamento, tanto innanzi che si
maravigliarà et Vostra Signoria reverendissima le stanze sue fornite. Né si è fatto fora de la mente et ordine di Sua Beatitudine; et il tutto torna non manco a fortezza d'essa Rocca et sicurezza del Palazzo che ad ornamento et comodità delle stanze, come a la venuta sua potrà oculatamente vedere.
A messer Marcantonio da Terni ho satisfatto, secondo Vostra Signoria reverendissima m'ha scritto, circa il portare dell'arme videlicet per la persona sua continuo et per dui suoi famigli in compagnia sua solamente. Di che si è accontentato. In reliquis mi rimetto a quanto da messer Bernardino si sarà esposto in mio nome. Pregola di novo voglia havere in consideratione la servitù mia, che non manco la trovarà vera et sincera per lo advenire che l'habbiano trovata per il passato. Basoli la mano etcetera humilmente me le raccomando. Di Perugia, li .XI. di luglio .MDXLIIII.Di Vostra Signoria reverendissima et illustrissima humilissimo servitore, el cardinale d'Arimini
(trascrizione da Chiacchella 1987)