Alessandro Crispi Crispo
Il cardinale Alessandro Farnese comunica a Tiberio Crispo, legato di Perugia, la volontà del papa che egli resti a Perugia sino a settembre quando arriverà il nuovo legato suo successore il cardinal d’Urbino, Giulio Feltrio Della Rovere.
Reverendissimo signor mio osservatissimo.
Dovendosi hieri in concistorio dar la legatione di Bologna a monsignore reverendissimo di Monte acciò quella città in ogni evento non patisse stando le cose più longamente sospese, parve a Nostro Signore che havendosi in ogni modo a mutar ancho questa tra poche settimane che per non haverne a ragionare allhora di nuovo fusse da anticipare, onde nominò anche monsignore illustrissimo d’Urbino per successore di vostra signoria reverendissima, intendendo però Sua Santità ch’ella habbia da seguitare nello ufficio della legatione effettualmente come se gli è fatto intendere sino a settembre colla medesima autorità et facultà di prima che qualunche diliberatione li occorrerà di fare in questo tempo sarà accettata e approbata per bona non altrimente che s’ella ritenesse anchora la legatione, la qual cosa perché si è similmente fatta intendere a monsignore illustrissimo legato nuovo acciò si tratenghi sino a quel tempo né si travagli in cosa alcuna perché intanto se li provederà di un buon vicelagato et di quel più che sarà necessario. Sua Beatitudine ha ancho voluto che io lo scriva a vostra signoria reverendissima di ordine suo acciò non si parta in modo alcuno lasciando la città sola ma continoi come di sopra che come è detto non si è per far differenza da quello che ella risolverà hora a quello che ha fatto per il passato, continuando l’offitio suo sino al detto tempo in tutto e per tutto eccetto quanto al nome. Però piaccia a vostra signoria reverendissima di non mancare conforme alla fede che Sua Beatitudine ha in lei non si partendo come è detto perché non saria a proposito per ogni rispetto e stia sicura che non si mancherà di pensare a casi suoi come si ricerca al grado che ella tiene, alla affettione di Sua Santità et alla osservanza mia verso di lei. Il governo di Norcia per essere al fine vi si manda messer Gregorio dal Castello, mio familiare, come vostra signoria reverendissima vedrà per una mia a parte, pregola di farlo ammettere senza difficultà et similmente il Barigello che si manda con lui per quel governo, havendoglielo deputato io con pigliar sicurtà di questo poco tempo. Et a vostra signoria reverendissima bacio le mani humilmente. Di Roma alli XIIII di luglio del XLVIII.
Di vostra signoria reverendissima humil servitore il cardinal Farnese.
A tergo: Al reverendissimo signor mio osservatissimo il cardinale Crispo et cetera.